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Il cinema (e la vita) secondo Clint

Volete sapere che cosa pensa il grande Clint (Eastwood, of course) del cinema e della vita. Rilegettevi questo fantastico scambio di battute, tratto da "Cacciatore bianco cuore nero", da lui diretto e interpretato nell'ormai lontano 1990. Gli anni passano, la filosofia resta…
Lo scrittore-sceneggiatore:
“La gente non va al cinema per cibarsi una predica… Il cinema è un’attività commerciale…”
Risposta di Clint:
“Non per me. Noi, amico mio, siamo delle divinità, piccoli dèi malvagi che dispongono a piacimento dei personaggi che creano. Sediamo in troni celesti e decidiamo se devono vivere e devono morire in funzione di quanto è successo nei rulli 1, 2, 3, eccetera eccetera. Decidiamo noi se devono vivere o morire. E così inventiamo il finale che ci piace”.
“Beh, questo lo dici tu. Io invece sono un dio buono. Secondo me devono vivere, vivere per le traversie che hanno subito, vivere perché questo mondo non deve essere fatto soltanto di disperazione e di morte. Grazie a Dio non siamo stati tutti condannati a crepare di radioattività. Forse avrò torto marcio, ma è questo che fa di me un Dio buono”.
Clint:
“Fa di te una mosca sul culo di un elefante. Sai che ti dico? Tu non sarai mai un grande scrittore, e vuoi sapere perché? Perché da quei mangia-popcorn di spettatori ti fai sbattere di qua e di là come una banderuola. Chi fa un film deve fregarsene altamente di chi va a vederlo…”
“E tu fai di tutto perché nessuno veda i tuoi…”
Clint:
“Oh, può anche darsi. Però, secondo me, ci sono due modi di vivere. Il primo consiste nel fare il verme, leccare sederi, trovare finali caramellosi, firmare contratti capestro, non correre mai rischi, mai elevarsi, mai lasciare Hollywood, risparmiare lo sporco denaro che ti danno fino al centesimo. Poi, caro mio, quando sei un cinquantenne benestante, muori d’infarto e quello che c’era di vivo e genuino in te si è finalmente ribellato. L’altro modo, l’altro modo è di vivere alla giornata, rifiutandosi di firmare i loro contratti, prendere a calci in culo chi vuole nuocerti, e aiutare invece quei poveracci che si rivolgono a te con fiducia.
….. Io morirò barbone, in un dormitorio pubblico di Los Angeles, ma senza amarezze. Avrò realizzato 5 o magari 10 ottime pellicole, intitoleranno un premio del cinema a me, e sai una cosa? Lo daranno a chi non lo merita e io dall’inferno mi farò grasse risate”.